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Disagio minorile e psicologia forense

Disagio, ostilità, conflitti che sembrano insanabili. Le cronache restituiscono il quadro di una società che ha difficoltà a dialogare, soprattutto quando le contese riguardano i minori. Fatti ben noti agli psicologi forensi che, in qualità di consulenti, affrontano problematiche legate agli affidi dei figli in casi di separazione coniugale ma anche eventi in cui bambini e adolescenti sono vittime o testimoni di abusi e violenze sia fisiche e sia psicologiche.

La psicologia forense si sta dimostrando un valido supporto nella risoluzione di delicate questioni familiari.

Non ultimo è il caso del bambino di Cittadella, conteso dai genitori separati, che su provvedimento dei magistrati del Tribunale dei minori di Venezia fu prelevato da scuola dai poliziotti e affidato a una comunità. Episodio filmato che sollevò l'indignazione popolare e sul quale è intervenuta anche l'Associazione italiana di psicologia giuridica che, oltre a biasimare il circo mediatico, ha rilevato come nel sistema giudiziario italiano la voce dei minori sia ancora poco ascoltata e quindi i bambini siano considerati oggetto di interessi fra i genitori. Di recente è stato inoltre redatto un documento sull'alienazione parentale, sottoscritto da un gruppo di psicologi giuridici, psichiatri forensi e professori universitari. Secondo questi esperti allontanare da un genitore un figlio in età minore può contribuire a generare disturbi relazionali in età adulta.

La psicologia forense nasce ai primi del Novecento e si sviluppa intorno agli anni '70 del secolo scorso. Oggi si attesta come branca della psicologia che richiede competenze specifiche in campo giuridico, e più propriamente penale, civile e minorile. Queste figure professionali lavorano anche a stretto contatto con criminologi e medici legali. Lo psicologo forense può essere, infatti, nominato dai pubblici ministeri come consulente d'ufficio o dalle parti in causa come periti tecnici di parte. Gli esperti in psicologia giuridica, attraverso mirate perizie, ascoltano le persone coinvolte in procedimenti giudiziari e collaborando con magistrati, avvocati e assistenti sociali forniscono a questi elementi utili da valutare. Il parere tecnico dello psicologo forense è di estrema importanza, ad esempio, per stabilire se un imputato ha capacità di intendere e di volere e se è un soggetto socialmente pericoloso o, ancora, se il testimone di un reato è nelle condizioni emotive e mentali per testimoniare.

L'attenzione particolare per i problemi tipici dell'età giovanile sta portando a un aumento di esperti in psicologia giuridica. Il disagio adolescenziale, che può degenerare in devianza minorile, è un aspetto studiato con estrema accuratezza nei corsi di formazione e aggiornamento tenuti dai professionisti. Il ruolo della famiglia e il dialogo tra genitori e figli è uno degli elementi principali su cui insistere. In questa direzione vanno alcune iniziative promosse dal Ministero delle politiche sociali, che coinvolgono in prima persona i giovani delle scuole e delle università. E' il caso del progetto "Pippi" che terminerà a dicembre 2012, in collaborazione con l'Università di Padova e dieci città riservatarie secondo la legge 285/97, per prevenire l'allontanamento dei minori dalle famiglie di origine. Altro progetto è "Welcome to the Youngle", già partito a Firenze. In questo caso i consulenti saranno gli stessi giovani, dai 17 ai 22 anni reclutati entro il 16 novembre, che con la supervisione di esperti psicologi aiuteranno i loro coetanei a socializzare in incontri promossi attraverso facebook, dove è stata aperta una pagina col nome del progetto, mail e skype.

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